Il settore dell’abitazione in Francia sta attraversando un periodo di tensioni incrociate. Da un lato, i sussidi per la ristrutturazione energetica si stanno restringendo attorno a cantieri più ambiziosi. Dall’altro, un progetto di legge cerca di rilanciare la costruzione di nuovi edifici, gestendo nel contempo il destino degli alloggi più energivori. Questi movimenti simultanei ridisegnano le priorità delle famiglie, dei locatori sociali e dei professionisti del settore edilizio.
MaPrimeRénov’ dopo settembre 2026: i lavori isolati in calo
Dal 1° settembre 2026, il dispositivo MaPrimeRénov’ ha subito un marcato riposizionamento. Secondo la Federazione francese dell’edilizia, diversi lavori isolati non sono più idonei al percorso “per gesto”: isolamento dei tetti e delle soffitte, ventilazione, attrezzature a legna o a pellet, scaldabagni termodinamici e solari termici. Questi interventi, che rappresentavano una parte significativa dei dossier presentati, escono dal perimetro di aiuto occasionale.
Le attrezzature ancora supportate si contano sulle dita di una mano: pompe di calore aria/acqua, geotermiche o solarotermiche, collegamento a una rete di calore e alcuni audit energetici. Il segnale è chiaro. Lo Stato spinge verso ristrutturazioni globali piuttosto che gesti sporadici.
Per i professionisti del settore edilizio, questo cambiamento crea una difficoltà operativa. Gli artigiani specializzati nell’isolamento delle soffitte o nell’installazione di stufe a pellet perdono un leva commerciale diretto. Le famiglie a reddito modesto, che procedevano per fasi a causa di un budget insufficiente, si trovano di fronte a una scelta binaria: intraprendere una ristrutturazione strutturata o rinunciare.
I feedback sul campo divergono su questo punto, alcuni professionisti notando un rinvio dei cantieri piuttosto che un miglioramento della qualità. È possibile accedere alle notizie di Direct Home per seguire queste evoluzioni normative nel corso delle settimane.

Progetto di legge abitazione: case energeticamente inefficienti e costruzione nuova
Il progetto di legge “Rilancio e decentralizzazione dell’abitazione”, esaminato all’Assemblea nazionale a partire dal 21 settembre 2026, affronta due temi che cristallizzano le tensioni del settore immobiliare.
Il primo riguarda le case energeticamente inefficienti. Il testo prevede di autorizzare, a determinate condizioni, la continuazione della locazione di alcuni alloggi classificati G o F secondo il diagnostic di prestazione energetica. Questa disposizione equivale a un allentamento temporaneo del divieto progressivo di locazione che doveva essere applicato. L’arbitraggio politico oscilla tra due rischi: ritirare troppi alloggi da un mercato locativo già teso, oppure mantenere le famiglie in abitazioni mal isolate.
Il secondo aspetto mira a accelerare la costruzione di nuovi alloggi, semplificando le procedure e ampliando i margini di decisione delle autorità locali. I dati disponibili non consentono ancora di misurare l’effetto concreto di queste misure sulle nuove costruzioni, poiché il testo è ancora in discussione parlamentare.
Ciò che il progetto non risolve
La crisi della costruzione di nuovi edifici si inserisce in un contesto più ampio. I costi dei materiali rimangono elevati, i tempi di istruzione dei permessi di costruzione non sono diminuiti e i locatori sociali affrontano vincoli finanziari che limitano la loro capacità di avviare nuovi programmi. Il progetto di legge propone un quadro, ma i professionisti attendono soprattutto mezzi finanziari e segnali di prezzo.
Alloggio sociale e adattamento alle ondate di calore: un cantiere silenzioso
Un tema passa ampiamente sotto i radar mediatici: l’adattamento degli alloggi sociali alle ondate di calore. La Banca dei Territori ha annunciato alla fine di settembre 2026 lo sblocco di fondi dedicati a questo cantiere. I locatori HLM gestiscono un parco abitativo vecchio dove il surriscaldamento estivo diventa un problema sanitario ricorrente.
Adattare questi alloggi non si limita all’installazione di condizionatori. Le soluzioni esplorate dai locatori sociali riguardano la stessa concezione degli edifici:
- Rafforzamento dell’isolamento termico dei tetti e delle facciate esposte a sud, per limitare i contributi di calore senza ricorrere al raffreddamento attivo
- Installazione di protezioni solari esterne (frangisole, tende, vegetazione delle facciate) che riducono la temperatura interna di diversi gradi
- Ventilazione naturale notturna tramite sistemi di tiraggio che sfruttano la freschezza delle notti, un approccio a basso costo energetico
Questi interventi pongono una questione di finanziamento. I budget per la ristrutturazione energetica servono principalmente a ridurre i consumi di riscaldamento, non a trattare il comfort estivo. L’adattamento ai cambiamenti climatici nell’alloggio sociale richiede fondi specifici, e gli arbitraggi di bilancio del progetto di legge di finanza 2027 saranno determinanti.

Budget 2027 e settore edilizio: un settore sotto tensione
Il settore della costruzione affronta un calo delle nuove costruzioni e una contrazione dell’attività di ristrutturazione, amplificata dal restringimento di MaPrimeRénov’.
Il riposizionamento del dispositivo sulle ristrutturazioni globali, più costose per natura, pone un’equazione difficile: ambizioni di decarbonizzazione riviste al rialzo, ma mezzi finanziari sotto pressione.
Per i territori, la questione va oltre il solo settore edilizio. La costruzione e la ristrutturazione generano occupazione locale non delocalizzabile. Un rallentamento prolungato colpisce gli artigiani, gli studi tecnici, i fornitori di materiali e, alla fine della catena, le famiglie che rinviano i loro progetti.
- I locatori sociali attendono chiarimenti sulle condizioni di finanziamento delle ristrutturazioni globali e dell’adattamento climatico
- Gli artigiani del settore edilizio richiedono una visibilità pluriennale sugli aiuti, piuttosto che aggiustamenti semestrali che destabilizzano i portafogli ordini
- Le autorità locali chiedono maggiore autonomia nell’assegnazione degli aiuti, un aspetto del progetto di legge in discussione
Il secondo semestre del 2026 concentra quindi diverse scadenze che determineranno la traiettoria del settore dell’abitazione per gli anni a venire. Tra restrizione degli aiuti, rilancio legislativo e adattamento climatico, gli arbitraggi in corso coinvolgono sia la qualità del parco abitativo che la salute economica di un intero settore.



